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7 risposte a questa discussione

#1
cooper

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Riccardo Paletti

Riccardo Paletti (Milano, 15 giugno 1958 – Montreal, 13 giugno 1982) è stato un pilota automobilistico italiano.

Figlio di un imprenditore immobiliare milanese, Paletti iniziò a correre nel 1978 in formula Superford e quindi in Formula 3 con scarsi risultati. Passato in Formula 2 nel 1980, si fece notare nella stagione '81, conclusa al decimo posto con due piazzamenti a podio[1].

Si unì al team Osella di Formula 1 nel 1982[2] come secondo pilota nella squadra. Esordì in gennaio al Gran Premio del Sud Africa ma non riuscì a qualificarsi per i primi tre Gran Premi e la prima gara fu quindi il successivo Gran Premio di San Marino con sole 14 vetture al via in quanto boicottato da diverse squadre per lo scontro tra FISA e FOCA; nelle due corse successive mancò ancora la qualificazione. Nel settimo Gran Premio della stagione, a Detroit, riuscì finalmente a qualificarsi su una griglia di partenza completa, ma a causa di un incidente nel warm-up occorso al compagno di squadra Jarier, non partecipò alla corsa.

Fu quindi la prima partenza a ranghi completi quando si qualificò per il Gran Premio del Canada il 13 giugno. In partenza il semaforo impiegò un tempo insolitamente lungo per volgersi al verde[senza fonte] e Didier Pironi, che era in pole position, ebbe un inconveniente al motore della sua Ferrari che si spense; Pironi lo segnalò prontamente agitando le braccia, ma la partenza venne data lo stesso, e quando si accese il verde, le altre macchine riuscirono a evitare la vettura di Pironi; Paletti, che partiva dall'ultima fila e aveva quindi la visuale oscurata dalle vetture precedenti, non riuscì a reagire in tempo e colpì il retro della vettura di Pironi a una velocità di circa 180 km/h.

Paletti perse subito conoscenza rimanendo intrappolato nell'auto; i commissari di gara intervennero per verificare le condizioni dei piloti sulle altre altre auto, mentre i tecnici di pista raffreddavano il carburante fuoriuscito dalla vettura di Paletti. Pochi secondi dopo, la rimanente benzina fuoriuscita dal serbatoio prese fuoco e la Osella fu completamente avvolta dalle fiamme. Il fuoco fu rapidamente domato ma il pilota, pur non ustionato, non dava segni di vita; estratto dalla sua macchina e portato in ospedale, morì poco dopo esservi arrivato. Le ferite riportate nella zona toracica, piuttosto gravi, resero fatale l'inalazione delle sostanze estinguenti che precluse ogni possibilità di rianimarlo, inoltre aveva subito la frattura della gamba sinistra e della caviglia destra. Paletti fu la seconda vittima in F1 quell'anno; solo poche settimane prima Gilles Villeneuve aveva perso la vita sul circuito di Zolder.

A rendere più triste la situazione fu la presenza della madre tra gli spettatori del GP che era giunta li, all'insaputa del figlio.

Al suo nome è intitolato l'Autodromo Riccardo Paletti di Varano de' Melegari in provincia di Parma.

Riccardo Paletti riposa nel Cimitero Maggiore di Milano.



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#2
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Tristissima storia che nessuno ormai sa o si ricordava, me compreso. Non sapevo che Varano fosse intitolato a lui, e pensare che mi ci hai anche portato |053|

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#3
77ONE

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In rete ho trovato questo



Dal video purtroppo non sembra che Pironi abbia segnalato il problema così prontamente, ma solo dopo il semaforo verde. Credo che la sua morte sia figlia della sfortuna e della assoluta mancanza di misure di sicurezza della F1 di allora. Purtroppo quelle macchine prendevano fuoco con una facilità impressionante... guardate che razza di incendio ne è venuto fuori.

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#4
cooper

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beh qua da me tutti sanno della storia del povero Riccardo proprio per via della dedica all'autodromo,le ben poche sicurezze dell'epoca e tanta sfortuna sono veramente le cause della disgrazia.

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#5
Sinclair

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Beh, io ricordo tutto benissimo...
Riccardo Paletti sarà ricordato per sempre grazie all'autodromo di Varano de Melegari, nonchè per il disgraziatissimo incidente.
Purtroppo in carriera aveva combinato ben poco fino a quel momento (non ne ebbe il tempo...) ed era solo alla sua seconda partenza in un GP di F.1, dopo varie non-qualifiche.
Arrivò in F.1 grazie agli sponsor personali, in particolare la Pioneer e si comprò il secondo sedile all'Osella, dopo qualche discreto risultato nelle formule minori con qualche podio in F.2.

Non è vero che Pironi (in pole) non segnalò la sua avaria, piuttosto fu la direzione di gara che diede ugualmente il via.
Quindi si trattò di pura sfortuna, tutti riuscirono ad evitare la Ferrari ferma, eccetto Riccardo che partiva in ultima fila.
Il problema del fuoco fu relativo, le fiamme furono dovute alla rottura delle canalizzazioni perchè i serbatoi già in quelle vetture erano in posizione sicura, alle spalle del pilota. Il problema vero fu al torace assieme alle fratture alle gambe. In pratica fece un frontale a circa 180 orari e il telaio si polverizzò nella parte anteriore.

Per tragica ironia della sorte, Didier Pironi ebbe un tremendo incidente a Hockenheim durante le prove del GP di Germania qualche mese dopo, mentre era largamente in pole position. Incidente che, pur risparmiandogli la vita, ne troncò definitivamente la carriera.

1982, un anno maledetto.

#6
cooper

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eh non avevo dubbi che ricordassi tutto bene |043|

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#7
77ONE

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Non dico che non l'abbia segnalata, ma dal video si vede che alza il braccio dopo il semaforo verde... credo che la direzione di gara non si sia nemmeno accorta del problema prima del verde. Ma ripeto la colpa non è di nessuno, solo tanta sfortuna |053|

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#8
Sinclair

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Non dico che non l'abbia segnalata, ma dal video si vede che alza il braccio dopo il semaforo verde... credo che la direzione di gara non si sia nemmeno accorta del problema prima del verde. Ma ripeto la colpa non è di nessuno, solo tanta sfortuna |053|

Credo che semplicemente Pironi si accorse del problema quando ormai era troppo tardi per fermare la partenza.
Si trattò di una tragica fatalità.
Da notare che quelle auto erano lo sviluppo estremo delle wing-car (le F.1 ad effetto suolo) e avevano l'abitacolo spostato in avanti, con la pedaliera che era posta oltre l'asse anteriore.
Praticamente davanti ai piedi c'era ben poco...





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