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  1. Più che una prova è stata una prima: non ho solo provato una Cooper SE, ma ho guidato una elettrica per la prima volta in vita mia. Per una settimana. Con questa premessa è difficile scrivere qualcosa, perché rischio di descrivere una qualsiasi auto elettrica, ma azzardo partendo dalle conclusioni: se dovessi mai scegliere fra una Cooper S a pistoni o una ad elettroni, sceglierei la seconda tutta la vita. Perché mi ha dato sensazioni che la Cooper S non sa dare. Con la SE puoi avere la mini più facile di sempre, che con altrettanta facilità può trasformarsi in una giostra. Una giostra quasi pericolosa verrebbe da dire, finché non si prende confidenza con l'istantaneità di questo passaggio. Questa settimana non ha cambiato la mia idea: le elettriche non sono per tutti e non sono ecologiche. Ma sono più mature di quanto si dica in giro: difficile chiedere di più al motore elettrico quanto ad erogazione e fruibilità. In tema di batterie si fa un gran parlare di autonomia e tempo di ricarica, ma credo che i problemi più urgenti restino costo e peso: persino la SE, con 32Kw di batteria e 180km di autonomia reale, basta a coprire la totalità delle esigenze giornaliere senza richiedere più di una carica ogni 2 giorni. Carica che con queste taglia si compie in una serata/nottata senza bisogno di wall box. Certo bisogna avere un posto auto riparato e a portata di presa, ma per chi ha questa piccola fortuna e deve abitualmente fare 15 km per andare e tornare dal benzinaio, fare il "pieno" senza uscire di casa può trasformarsi in una lenta comodità. E' stato interessante vedere come i più scettici si trasformino nei più curiosi davanti al cavo di ricarica verde lime, uno dei pochi elementi che tradisce l'origine di questa MINI, una "taglia XL" con tutto quello che si può chiedere ad una MINI 3 porte (guardare allegato per credere). Il primo contatto è contrastante... manca la chiave, manca il rumore, ma è la MINI di sempre: muoversi in silenzio può sembrare poco gratificante o ricordare mezzi elettrici assai meno nobili, ma in pochi metri prevale il senso di leggerezza e facilità con cui si riesce a muoverla. Il suono artificiale da disco volante creato da Renzo Vitale, che viene modulato da 0 a 25 km/h, alla lunga stanca un po' e non riesce a svolgere la sua funzione: in una settimana nessun pedone ha mai capito di avere una macchina attaccata al sedere. Come si guida? Praticamente con un solo pedale, l'unico aspetto che richiede un minimo di abitudine e che si rimpiange in un amen quando si torna sulle termiche: la rigenerazione può essere regolata su un livello più basso, ma una volta assuefatti al One Pedal Drive (e ci vuole poco) difficilmente si rinuncerà a fermarsi agli incroci senza usare i freni. Le modalità di guida sono 4: Sport, Mid (quella di default), Green (consumo ridotto) e Green+ (massimizzazione dell'autonomia tramite disattivazione di alcuni servizi di bordo). Prestazioni? Anche in modalità Mid non c'è discesa, pianura o salita di qualunque genere in cui non ci si ritrovi in pochi metri a velocità impensabili, con una trazione dosata alla perfezione e lo stomaco in posizione decollo. E la colonna sonora del motore elettrico, quella vera, ti insegna che ci si può divertire anche così. Credetemi se vi dico che non ci sarà nessuno (tra i comuni mortali) capace di reggere il passo su strada fino ai 150 km/h e qualsiasi confronto può diventare imbarazzante senza il minimo sforzo. Da un punto di vista dinamico la SE resta in tutto e per tutto una MINI dell'ultima generazione, ma nonostante il baricentro più basso e un assetto giusto, i 1440kg strapazzati dal solito sterzo (qui ad assistenza variabile) e da un pedale del gas che può essere esplosivo, generano qualche deriva di troppo nei rapidi cambi di direzione, complice anche una gommatura (Good Year F1) più votata al contenimento dei consumi che alla prestazione. Sarebbe stato interessante confrontare le reazioni di una S benzina sullo stesso percorso. Le operazioni di ricarica domestica sono di per sé molto semplici. Il sistema è in grado di adattare l'assorbimento in base al carico dell'impianto domestico, ma è consigliabile utilizzare il solo cavo in dotazione di tipo 2 attaccandolo ad una presa shuko da 16A: utilizzare prolunghe di sezione inadeguata nei momenti di massimo assorbimento può portare ad un surriscaldamento notevole. Per questo motivo è possibile settare l'intensità di carica su tre livelli (Massimo - Ridotto - Minimo) che vengono proposti ad ogni pressione del tasto STOP. Si può programmare la carica ad una data/ora prestabilita ed impostare la climatizzazione per il fine carica, ma non si può impostare una soglia massima di carica per preservare la batteria nel tempo. Difetto comune a molte piccole. Tutto è facilmente controllabile dall'app MINI, che fornisce un comodo resoconto di ogni sessione di ricarica (vedi foto) ed il totale dei Kw/h ricaricati dall'inizio del mese fino ai due mesi precedenti, oltre a fornire la localizzazione in tempo reale ed il controllo diretto di alcune funzioni di bordo come la climatizzazione, l'apertura/chiusura di porte e finestrini, l'attivazione dei fari e dell'avvisatore acustico. Nel corso della settimana ho effettuato due ricariche da 21Kw (60%) in circa 8 ore con contratto domestico da 5,5 Kw/h. La SE è dotata anche di cavo tipo 2 per la ricarica veloce da wallbox o dalle colonnine pubbliche in CA e può accettare il CSS combo delle stazioni di ricarica in CC: in questo caso il caricabatterie interno accetta un massimo di 50 Kw, non molto se paragonata alla concorrenza recente, ma sufficiente per ricaricare l'80% in poco più di mezz'ora quando ci si trova in viaggio. Follia viaggiare con una elettrica cittadina? Credevo di sì, ma questa MINI viene da Milano e non è la prima volta. A dimostrazione che con un minimo di organizzazione nulla è impossibile. Parlando di consumi, sono sceso dai 13,8 Kw/100km del trasferimento autostradale ai 12,2 degli spostamenti extrurbani con modalità Green/Mid e una guida fluida. Siamo comunque lontani dall'autoniomia dichiarata di 270 km. Per il resto si tratta della solita F56 che conosciamo da anni, con i suoi tanti pregi in termini di qualità generale ed assemblaggi e qualche difetto dovuto all'età del progetto. Tra tutti l'assenza di un cruise control adattativo, che qui farebbe la vera differenza. Il nuovo strumento combinato, che ha sostituito senza rimpianti il terribile accrocco analogico precedente, merita il successo che ha avuto. Bello per forma e moderno nelle funzioni è una delle cose migliori di questa plancia, con superficie satinata anti riverbero e piuttosto ben visibile anche con il volante sportivo di piccolo diametro. Sa coniugare perfettamente le ultime tendenze con l'analogico, dal momento che gli indicatori a lancetta, invisibili a quadro spento, sono fisici. Il sistema multimediale, qui nella sua massima espressione, è rimasto praticamente lo stesso di 7 anni fa con la sola aggiunta di Apple Car Play wireless e touch screen: se non fosse per le dimensioni dello schermo non avrebbe alcun timore nei confronti della concorrenza più moderna. Nota di demerito per l'Head Up Display, molto scenografico nel suo apparire e scomparire ma assolutamente inutile nella posizione in cui si trova: impossibile vedere le indicazioni di velocità, segnaletica e navigazione senza portare il sedile ad "altezza Panda". Inoltre, la poca distanza dalla strumentazione costringe l'occhio a modificare il punto di fuoco rispetto alla strada. Esattamente quello che non dovrebbe accadere. Deludente anche l'illuminazione interna: nonostante la presenza di loghi ed effetti scenici di ogni genere, la presenza del tetto panoramico comporta l'assenza della plafoniera centrale, relegando l'illuminazione nottura dell'abitacolo alle sole luci lettura sopra lo specchio interno. Anche le luci di ambiente non stupiscono per intensità e, rispetto alle serie precedenti, nemmeno per numero. Infine una parola sui sedili sportivi in full pelle MINI Yours: bellissimi, robusti, contenitivi, rigidi al punto giusto e con sostegno estraibile per le cosce, ma con regolazioni a scatto e meccanismo di ribaltamento approssimativi, persino peggiori di quelli studiati 20 anni fa per le R50. Quando impareranno a fare sedili come si deve? LINK ALLA GALLERY Cooper SE XL equip..pdf
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  2. Articolo bellissimo 🙂 grazie Dario per la segnalazione. In una riga è detto tutto... e per proporzioni, eleganza e cura nei dettagli questa R50/53 è forse la MINI moderna più armoniosa e bella ancora oggi.
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  3. Confermo che anche i dati relativi ai cerchi originali da 17 pollici sono corretti. Per quanto riguarda l'ET massimo sono presenti nel forum alcune discussioni in cui gli utenti hanno espresso le loro esperienze ed opinioni. Non so sinceramente se sulla cabrio lo spazio per i passaruota posteriori è ridotto rispetto alla versione chiusa. Forse la soluzione migliore è controllare con i tuoi occhi quanta tolleranza c'è, tenendo conto del peso di eventuali passeggeri posteriori e degli avvallamenti stradali.
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