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F56 Cooper D - LMM Testa la Rivoluzione


77ONE
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Questa dovrebbe essere la configurazione:

 

MINI COOPER D B22 British Racing Green
Pelle Lounge grey
Prezzo di listino incluso MSS - Kit Consegna e IPT € 23.806,23
Vernice Metallizzata € 515,00
Interni in pelle € 2.000,00
2F3 Cerchi in lega 16" € 720,00
313 Pacchetto retrovisori est.ripiegabili € 205,00
345 Chrome line interna € 155,00
346 Chrome line esterna € 155,00
423 Tappeti in velluto € 85,00
441 Pacchetto fumatori € 35,00
450 Regolazione altezza sedile passeggero € 55,00
470 Predisposizione ISOFIX € 95,00
493 Allestimento portaoggetti € 165,00
4BD Plancia e ellissi piano black € 175,00
4C3 Clour Line Grey € 105,00
4V9 MINI Excitement Package € 145,00
507 Sensori di parcheggio post € 360,00
534 Climatizzatore automatico bizona € 380,00
550 Computer di bordo € 165,00
563 Pacchetto luci interne € 155,00
5A1 Fari fendinebbia a LED € 260,00
5A2 Luci bi-LED € 809,00
7LC Pacchetto wired Cream € 2.370,00
 
Totale listino € 32.915,23
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Ottima recensione, aspetto con ansia i video!

Guardando le foto ho notato il "triangolo" posto sopra allo sportello zona specchietto!una delle cose più belle della Mini era il fatto di avere gli sportelli con il finestrino che completa lo sportello, senza parti aggiuntive!

Sinceramente quel "pezzettino" di carrozzeria in piu non è che sia uno spettacolo!!!

 

 

Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk

Edited by Dirak
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In effetti questa appendice è terribile e rovina la linea dello sportello aperto senza cornice. L'unica spiegazione possibile è che abbia un ruolo determinante nella riduzione dei fruscii aereodinamici, dato che persino nella prima serie la linea del pannello porta e le guarnizioni erano perfette. 

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INTERNI

Ci avevamo visto giusto con le prime foto spia: gli interni della F56 sono bellissimi, anche se va ricordato che siamo di fronte ad una Cooper D molto ben accessoriata, che rischia di fuorviare il nostro giudizio. Come dicevo durante il fine settimana, c'è molta più continuità con la serie precedente rispetto al passaggio R50/R56: guardando alcuni elementi della plancia, ma soprattutto dei pannelli porta, sembra quasi di stare ancora all'interno dell'ultima MINI della serie R.

Ma una piccola grande rivoluzione c'è stata: per la prima volta dal 1959 è sparito lo strumento centrale per lasciar posto all'infoitainment (che nella nostra accessoriata Cooper D era costituito dal MINI Connected XL con sistema di navigazione Professional e vivavoce Bluetooth del pacchetto Wired Cream, di cui parleremo più avanti) e le bocchette centrali della climatizzazione hanno perso la loro forma circolare che era causa di una eccessiva rumorosità di ventilazione. I tasti degli alzavetro sono stati sfrattati dalla consolle centrale, trovando collocazione nei pannelli porta senza peraltro guadagnare in ergonomicità: la plancetta è molto ben integrata nel pannello, ma è in posizione piuttosto arretrata, difficile da raggiungere con la mano senza che il gomito si metta a litigare con il bracciolo o col fianchetto pronunciato del bellissimo sedile sportivo. A rassicurarci rimangono le irrinunciabili pulsanitiere MINI, pur con una new entry assoluta: il tasto start/stop di sapore aereonautico, con un ring luminoso che pulsa quando ci sono tutte le condizioni per avviare il motore. La sua posizione ci è sembrata perfetta, un po' meno la sua logica di funzionamento: complice l'avviamento senza chiave (basta averla in auto), non è sempre facile riuscire ad attivare i servizi di bordo senza inavvertitamente accendere anche il motore. Probabilmente è necessario un po' di apprendistato.

 

Il colpo d'occhio è notevole: grazie anche ai nuovi comandi delle luci e dei servizi ausiliari, mai come ora la parentela con BMW è stata così evidente all'interno di una MINI, ma la tendenza rimane quella attuale, ovvero privilegiare la parte alta con materiali di qualità per risparmiare dove l'occhio cade di meno. La parte superiore della plancia, con inserti in "Piano Black" (bellissimi ma altrettanto delicati) è in plastica morbida, così come la "Colour Line" che adesso si raccorda perfettamente con la consolle centrale; la parte inferiore privilegia le plastiche più dure, come la carenatura lato guida (terribile la spugna che la separa dal piantone!) e il cassetto portaoggetti che non ci ha entusiasmato né per finitura, né per capienza. Di ottimo livello il vano porta guanti nascosto nella modanatura lato passeggero, anche se la capienza è limitata ad un paio di occhiali. Come sempre, è meglio non entrare in auto pieni di oggetti, perché sarà difficile trovare posto per sistemarli: le uniche possibilità sono il vano all'interno del bracciolo (se non si ha la predisposizione per il telefono come nel nostro caso) e il portaoggetti alla base della consolle centrale, provvisto di presa USB e AUX e di presa di corrente/accendisigari scomoda e nascosta alla vista. Addirittura 5 i portabicchieri, anche se soltanto i tre principali hanno il fondo rivestito in gomma.

 

Di livello superiore i nuovi comandi del clima automatico: peccato non abbiano più la forma del logo MINI, ma adesso è un impianto bizona con ricircolo automatico,bello da vedere, da azionare ed ergonomico. Peccato non essere riusciti a testarne l'efficacia, vista la stagione.

 

Capitolo strumentazione. Controversa: bella, brutta, motociclistica, posticcia... ne abbiamo dette tante. Vista finalmente dal vivo posso dire che non mi entusiasma, ma è di ottima qualità: molto leggibile (ora sono tornati di moda i quadranti neri), display eccellente che varia il colore delle scritte da bianco ad ambrato in modalità notturna, ricchissima di informazioni. Solo il contagiri non ha guadagnato punti: è leggibile, ma troppo sacrificato e si finisce per non guardarlo mai. Forse sarebbe stato preferibile adottare un doppio tondo come le R50 dotate di navi o chrono pack, oppure relegare la velocità al display, lasciando al contagiri il ruolo di protagonista. Poteva essere fatto di più anche per l'indicatore livello carburante, che rispetto alla R56 ha perso un po' in originalità.

 

Sedili sportivi: senza ombra di dubbio la parte migliore di questa F56. Seduta BMW piuttosto stretta con un sostegno regolabile per le gambe (finalmente); schienale molto contenitivo, forse fin troppo nei lunghi viaggi, con fianchetti molto pronunciati e ottimo appoggio per testa e spalle. Le finiture in robusta pelle "Lounge Gray" completano l'opera anche se il rivestimento posteriore dello schienale aveva qualche grinza di troppo nella zona della tasca portaoggetti. Novità anche per chi siede dietro, con il divano sempre omologato per 2 persone, ma più largo (6 cm secondo i dati ufficiali) e con seduta meno inclinata, grazie all'aumento del passo.

 

Passo di cui beneficia anche il vano bagagli, passato da 150 a circa 200 litri, rifinito secondo tradizione MINI con molta cura, e dotato di un utile doppiofondo, nuovi ganci di tenuta e reti portaoggetti. 

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Ottima descrizione come sempre!

Aggiungo che i bellissimi sedili in Pelle Lounge, rispetto a quelli della R56 sono più contenitivi per quanto riguarda la schiena essendo più aderenti al busto ma lo sono un po' meno per le gambe i fianchetti della seduta sono meno pronunciati rispetto a quelli della R56

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Non è per me, sulla soglia dei 37 anni non posso permettermi 2 mini in garage  |054|

 

Seriamente, sono cambiati i tempi e sono cambiato io, ma questa mini non riesce a darmi nessuna delle sensazioni che ho provato all'epoca. Però non si può negare che sia una macchina eccellente, pur non condividendo alcune scelte motoristiche, e se si vuole rimanere legati al marchio non si può rifiutare il progresso  |055|

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Bellooooooo!!!!!!! :D

 

Inviato dal mio GT-I8190 utilizzando Tapatalk

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Il video è fatto benissimo, complimenti! |055|

 

Oggi in concessionaria ho scattato qualche foto ad una F56 CooperD in esposizione. E' stata la prima volta che ho potuto osservare con calma un esemplare dell'ultima serie.

 

La parte posteriore a me piace, l'anteriore invece mi ha lasciato un po' perplesso (più che in foto), capisco però che i progettisti nel disegnarlo hanno dovuto rispettare le norme sulla protezione dei pedoni e probabilmente non avrebbero potuto far di meglio.

 

Azzardo che le dimensioni percepite (e sottolineo percepite) non si discostano abbastanza dalla Countryman che stilisticamente, secondo la mia modesta opinione, è meglio riuscita.

 

http://s27.postimg.org/7dm0amvir/Mini_F56_Cooper_D_Lat_Ant.jpg

 

La qualità mi pare invece nettamente superiore alle serie precedenti R50-53 e R56.

 

http://s28.postimg.org/5vukz0rod/Mini_F56_Cooper_D_Ant.jpg

 

http://s29.postimg.org/7voic8yx3/Mini_F56_Cooper_D_Ant_2_3.jpg

 

http://s10.postimg.org/3v39g2vmx/Mini_F56_Cooper_D_Post_2_3.jpg

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Grande ragazzi, il video è molto carino!  |055|

La prossima volta vi vogliamo in modalita Top Gear...con la recensione direttamente in video!

Almeno sarete senza ombra di dubbio meglio di Easy Rider! |049|

 

SchwarzMini devo dire che ho il problema opposto...ad esempio la Mini che ha postato, in questa configurazione, nel frontale la trovo sobria e pulita,

magari con le bonnet stripes e tetto/specchietti in contrastro rimarrebbe più sportiva, però non è male...dietro invece quei fanaloni mi fanno storcere un pò il naso, in proporzione al resto del posteriore!  |074|

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COME VA LA COOPER D

Lo hanno fatto con i diesel, poi con le auto a gas, poi con i piccoli turbo: adesso i grandi costruttori, con l'aiuto della stampa specializzata, ci stanno convincendo che il tre cilindri sia l'uovo di colombo. Peccato che più che lodarne i pregi, si diano da fare per nascondere i limiti intrinsechi di questa architettura.

Su questo 1,5 diesel gli ingegneri hanno senza dubbio fatto un buon lavoro: al minimo non si avvertono vibrazioni al volante e in tutto l'arco di utilizzo mostra un buon equilibrio generale. Soltanto a 2100 giri abbiamo trovato un punto critico, con alcune sgradevoli risonanze che si ripercuotono sulla linea di scarico sia a bassa velocità che in sesta marcia a velocità di crociera: niente che possa preoccupare più di tanto, anche se proprio durante la nostra prova, siamo venuti a conoscenza di una campagna di richiamo delle Cooper D per un problema all'albero di equilibratura. Problema che sembra piuttosto grave, dal momento che tutti gli esemplari in circolazione non possono superare i 2500 km.

 

Stiamo parlando di un motore dotato di una coppia molto elevata (270 Nm a 1750 giri) che rende questa Cooper D brillante quanto basta per cavarsela un po' in tutte le situazioni, ma anche elastica e molto guidabile quando si decide di godersi il panorama mozzafiato della Val d'Orcia in primavera, complice anche un frizione leggera e un cambio a 6 marce molto manovrabile. Le partenze in salita non sono un problema, grazie anche all'Hill Holder di serie ed una prima marcia piuttosto corta che garantisce un ottimo spunto da fermo e un'accelerazione degna di nota, portando per la prima volta la Cooper D a 100 km/h in meno di 10 secondi. Peccato che la ripresa non sia altrettanto entusiasmante, a causa di un arco di utilizzo del motore piuttosto limitato (sotto i 2000 giri è necessario scalare marcia e sopra i 3500 diventa inutile insistere) e di un cambio incredibilmente lungo.

 

Se non ci fosse il display del tachimetro ad indicare il rapporto inserito, ci si potrebbe dimenticare della terza: si può arrivare a velocità molto sostenute senza che dal motore traspaia il benché minimo accenno di fatica, tanto che verrebbe da chiedersi a cosa servano quarta e quinta, per non parlare della sesta, quasi inutilizzabile a 90 km/h su statale. Nel misto stretto questa rapportatura rappresenta un limite, perché non si ha mai a disposizione la marcia giusta: con la seconda si esce molto veloci dai tornanti, ma ci si trova subito a corto di motore, che nei pressi della zona rossa non riesce più a nascondere la sua natura da "tre", mentre in terza si finisce sotto coppia e si deve fare i conti con un certo ritardo di risposta.

 

Parlando di handling, gradite sorprese dallo sterzo, che per prontezza e precisione ricorda molto la capostipite R50: manca un po' di carico come tutti gli elettroassistiti, ma dimentica anche le reazioni scomposte delle prime R56. Questo è forse l'elemento chiave che identifica indiscutibilmente la F56 come una MINI e che concorre, assieme all'assetto, a quella reattività che ci aspettiamo di trovare ogni volta. Assetto che, come tutta l'auto, è maturato parecchio. Non c'è ancora spazio per il comfort (per fortuna!): rollio, beccheggio e sottosterzo sono sempre limitati, ma è possibile passare su buche e gradini senza il timore di spaccare tutto, grazie anche ad una discreta silenziosità del gruppo molle/ammortizzatori e forse alle nostre gomme barra 55 NON RUNFLAT. L'aumento del passo e degli sbalzi però non è stato indolore: il Go Kart feeling che tutti conoscono ne esce lievemente smorzato a vantaggio di un'assetto alla portata di tutti, ma se paragonata alle concorrenti, la MINI resta ancora il riferimento per divertimento di guida.

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Sono andato la settimana scorsa per dare uno sguardo e come a Perugia hanno una Cooper D che fanno anche provare,

ma meno accessoriata di quella che avete provato voi.

Ho chiesto della S e se era possibile provarla, ma mi hanno detto che ancora non gli è arrivata.

 

Poi hanno una Clubman e una Countryman SD, per cui la mia ragazza ha perso letteralmente la testa...a momenti uscivamo con il preventivo!  |069|

 

Ho anche notato gli effetti della crisi...mezzo parcheggio affittato ad una rivenditore di tir  |050|  e ad un centro di revisione!

Spero non chiuda. |057|

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Ottima recensione 77One, mi manca da provarla giusto per capire le differenze con la mia R56!

 

Comunque se non sbaglio anche l'R56 Cooper D faceva i 0-100 in meno di 10 secondi!!!

Diamo a Cesare quel che è di Cesare! ;)

 

 

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Mi ricordavo un 10.0, in tal caso mi scuso con gli R56isti. Anche ex!  |055|

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